Il libro del mese: Marzo

Posted by Miss Cici on giovedì 31 marzo 2011. Filed under: ,
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Scena tratta dal film "Lasciami entrare"

"Lasciami entrare", John Ajvide Lindqvist

Adoro le storie di vampiri, ma con l'avvento di Twilight è diventato praticamente impossibile trovarne una leggibile.
Ho già spiegato in un precedente post (per chi si fosse perso le puntate precedenti, legga qui) cosa penso di questo improvviso fiorire di libri sui vampiri, e non voglio essere ripetitiva. Vi basti sapere che qualche giorno fa mi sono imbattuta in un libro dalla copertina agghiacciante, tempestata di glitter, dal titolo "I promessi vampiri". Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro...
Per ovvie ragioni, dunque, avevo perso ormai ogni speranza di poter leggere un buon libro dedicato ai vampiri, finché mia cugina mi ha prestato questo piccolo capolavoro.

Nonostante il tema centrale, nonostante Wikipedia lo classifichi come horror, questo libro gronda poesia. Sangue e poesia.
Il titolo originale, che tradotto letteralmente sarebbe "Fai entrare quello giusto", fa riferimento alla canzone di Morrissey "Let the right one slip in" e all'impossibilità per ogni vampiro di entrare in un edificio se non espressamente invitato a farlo.
Già da questo primo segnale, è facile intuire che qui abbiamo a che fare con dei veri vampiri.
La storia è ambientata in un sobborgo di Stoccolma, freddo non solo per via della neve che lo ricopre, ma soprattutto per l'indifferenza e il ciniscmo di chi ci vive, che quotidianamente si muove in un'architettura sterile e incolore.
Le sole note di colore sono il bianco della neve, il rosso del sangue e il nero dei grandi occhi di Eli, vampira dodicenne che qui si trasferisce in cerca di cibo.
Cibo. Per lei le persone sono questo.
Non gode nel cacciare, non prova piacere nell'uccidere, ma se vuole vivere deve farlo.
Come tutti anche lei per sopravvivere deve nutrirsi.
"Uccido perché devo vivere" spiega Eli a Oskar, pavido tredicenne, sovrappeso, vittima di reiterati episodi di bullismo.
Tra i due ragazzi, giovani emarginati, nascerà un legame indissolubile quando entrambi riusciranno a vedersi con gli occhi dell'altro, sentendosi finalmente normali.

Il vampirismo diventa non solo il tema centrale della narrazione, ma anche la scusa per affrontarne altri, molto più veri e decisamente più spaventosi: l'alcolismo, la droga, il bullismo, la prostituzione minorile e la pedofilia.
E presto il mostro ai nostri occhi non sarà più Eli. Non saranno le sue zanne spietate e i suoi artigli a farci paura. Il mostro sarà ben più umano e vicino.
Perché ancora una volta ci viene raccontato quanto sia più semplice che l'amore provenga dalle creature più inaspettate e non dall'essere umano.
E se i vampiri sono solo finzione, tutto il resto è tragicamente vero.
E allora stiamo attenti a fare entrare nella nostra vita e nel nostro cuore quello giusto.
Quello che, come i vampiri, chiederà il permesso e si muoverà silenzioso, in punta di piedi, senza rompere nulla.

Let the right one in
Let the old dreams die
Let the wrong ones go
They do not
They do not
They do not see what you want them to

(Morrissey - Let the right one slip in)

Happy birthday Marc!

Posted by Miss Cici on venerdì 25 marzo 2011. Filed under: ,
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Ieri Marc by Marc Jacobs ha compiuto 10 anni.
Poiché Marc è un uomo generoso, per festeggiare ha deciso di fare lui un regalo a noi creando la "Cute Throwback" capsule collection ispirata ai modelli e alle fantasie che hanno caratterizzato e reso celebri le collezioni degli ultimi 10 anni.
Un piccolo lifting si è reso, però, necessario e così i vecchi tessuti sono stati sostituiti da altri più nuovi, tecnologici e che meglio vestono le nostre forme. Le stampe sono state rivisitate in una chiave più moderna. I modelli messi a punto qui e là.
Il risultato: una collezione moderna, urban-oriented con un piacevolissimo retrogusto vintage.

Ancora una volta, grazie Marc!
Anche il vintage ti riesce bene. A questo punto sai fare proprio tutto!




Avete intuito cosa mi piace, vero?
Non so resistere al tripudio di frutta.
E sento che non potrò fare a meno della t-shirt color cipria.

Buon compleanno Marc e altri 10, e 10 ancora, di questi anni, finché non saranno 100!

Fonti: Marc JacobsThe Trender

Gia Coppola per Orla Kiely S/S 2011

Posted by Miss Cici on martedì 22 marzo 2011. Filed under: ,
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La nipotina di Sofia Coppola ricalca le orme della zia e si dedica alla moda.
Ecco il suo video realizzato per la collezione primavera/estate 2011 di Orla Kiely.
Buon sangue non mente!



(Purtroppo il video è senza audio, ma non sono riuscita a trovarne altri)

James Franco

Posted by Miss Cici on giovedì 10 marzo 2011. Filed under: ,
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Agosto 2010.
Ristorante "Cacio e pepe", East Village, New York.
Cenetta tranquilla con mio padre in un grazioso ristorantino italiano.
La vacanza sta andando benissimo. Sono trascorsi solo 2 giorni dal nostro arrivo e io sono già perdutamente innamorata di questa città.
Però, il pensiero di tanto in tanto torna a casa, a mia madre, ai miei amici che non rivedo da tempo, e vorrei che fossero tutti con me a condividere tanta bellezza.
Così, sebbene a tavola non sia educato, non resisto, prendo l'i-Phone nella borsa e cerco una rete wi-fi a cui collegarmi per mandare una foto di Central Park a chi è rimasto in Italia.
Il cellulare fa il suo dovere e in pochi secondi appare una lunga lista di reti, alcune private, altre pubbliche.
Scorro rapidamenti i nomi.
AT&aT.
born1983.
cnowityc576.
james franco.

JAMES FRANCO???

Manca poco che l'i-Phone mi cada dalle mani.
"Papà, James Franco!" bisbiglio eletrizzata guardandomi intorno.
Mio padre mi guarda perplesso. "Lo conosci?" chiede tornando a consultare il menù.
Capisco subito che non avrò alcun supporto da lui.
E altrettanto subito capisco che non è nel ristorante.
"Papà, è un attore. E' quello che ha fatto Spider Man, Milk,... E' famoso!"
Niente. Nello sguardo del mio genitore non si accende alcuna scintilla.
"Non dargli fastidio, per favore." si limita a dire. Magari potessi...
Nel mentre la cameriera italiana si è avvicinata al tavolo e ha ascoltato la nostra conversazione.
"James Franco?" mi chiede sorridente. Ecco, finalmente, qualcuna che parla la mia lingua. "Abita al piano di sopra." mi spiega.
Ecco, perché il mio i-Phone ha intercettato il suo wi-fi.
Mio padre mi lancia uno sguardo severo. Credo che voglia dire "Non andare a citofonargli".
L'idea di essere così vicina a James Franco, appena una manciata di scale mi fa amare ancora di più New York.
Dio, benedica Manhattan!

Confido in voi e so che non mi chiederete, come il mio disinformato genitore, chi è James Franco.
Ma se proprio in questo momento la vostra mente dovesse avere un vuoto cosmico, un buco nero, un'amnesia temporanea, ci penso io a ricordarvelo.


James Franco è questo, l'uomo con il sorriso più bello del mondo (al liceo l'avevano eletto "Mr Sorriso").

La sua filmografia è piuttosto lunga, e non voglio tediarvi con questo elenco di film.
L'ultimo è nelle sale proprio in questi giorni, "127 ore", e per la sua interpretazione James è stata candidato agli Oscar come miglior attore. Oscar che ha anche presentato insieme ad Anne Hathaway.


James, tuttavia, non Ci piace solo perché attore bravo e bello.
Ci piace perché è un artista poliedrico, instancabile, quasi iperattivo.

Nel 2005 scrive la sceneggiatura, dirige e interpreta due lungometraggi: "Fool's Gold" e "The Ape". Del primo sono riuscita a reperire solo 2 misere informazioni: è una commedia romantica, e il Corriere della Sera lo definisce "decisamente interessante". Altro, a quanto pare, non è dato sapere. "The Ape" è, invece, la storia di uno scrittore sulla soglia di un esaurimento nervoso che, per poter scrivere in santa pace quello che sarà il suo capolavoro, decide di isolarsi e rinchiudersi in casa, dove, però, si trova a convivere con un nuovo coinquilino, una grossa scimmia in camicia hawaiana e Converse, che dispensa perle di saggezza su vita, amore e morte. Un po' "Donnie Darko", un po' pubblicità del Crodino. Il popolo di internet considera il film una piccola perla, per cui non appena ne avrò l'occasione lo vedrò e vi dirò.
Poiché, James con le mani in mano proprio non sa starci, nel 2007 scrive, dirige e interpreta "Good Time Max", storia di due fratelli geniali, cresciuti separati e destinati a futuri molti diversi. Pare anche questo sia molto bello, e anche questo quasi introvabile.
Nel 2009 si dedica ai cortometraggi e ne dirige ben 3: "The Feast of Stephen", "Herbert White" e "Red leaves".
"The Feast of Stephen" vince nel 2010 l'Orso come "Miglior Cortometraggio" al Festival di Berlino. Il corto è basato su una poesia di Anthony Hetch, molto amata da James. Tema centrale è l'omofobia, e per poter esprire al meglio i suoi sentimenti, James Franco si è aiutato con la visione di "Scorpio Rising" di Kenneth Anger (che guarda caso ricorre in tutti i post che scrivo su richiesta della mia amica Ale, che su Kenneth ha fatto la tesi).

In tutto questo James trova anche il tempo di iscriversi all'Università della California dove si laurea in Letteratura Inglese. Si trasferisce poi a New York per seguire un Master in scrittura creativa alla Columbia, un corso di regia alla "Tisch School of the Arts" e uno di Sceneggiatura al Brooklyn College. Nel 2010 si laurea (chiaramente con lode) e inizia un dottorato in Letteratura Inglese a Yale.
Probabilmente sono anni che James Franco non dorme.
Probabilmente James Franco ha una serie di sosia sparsi per le università americane.
Dimenticavo... è anche iscritto alla "School of Design" di Rhode Island.
Questo post sta letteralmente disintegrando il mio ego.

E poiché le cose si fanno bene o non si fanno per niente, James nel tempo libero è anche un pittore (esposto nelle gallerie americane ed europee) e uno scrittore. Nel 2010 è uscito il suo primo libro di racconti "Palo Alto" (la città in cui è nato), che ha suscitato critiche contrastanti. Meglio così. Se facesse proprio tutto bene, diventerebbe preoccupante e andrebbe studiato dagli evoluzionisti come Keith Richards. Quest'ultimo lo vogliono studiare perché non si capisce come possa essere ancora vivo - giuro, non sto scherzando.

Poiché sta diventando un po' troppo bravo, e rischia di diventarci antipatico, passiamo a cose più facete e deliziamo i nostri occhi.

(N.d.A. Questa foto ho dovuto metterla perché "Gufo" è il soprannome del mio migliore amico. Il mio migliore amico è molto carino, ma non assomiglia a James Franco. Se assomigliasse a James Franco non potrebbe essere il mio migliore amico.)
Bye Bye!

P.S. volevo solo dirvi che la scrittura di questo post ha richiesto diversi giorni (un po' per mancanza di tempo, un po' per la mole di materiale) e ha portato le seguenti conseguenze: una notte ho sognato di andare all'università con James Franco, ho esclamato ad alta voce "Che figo!" mentre ero in ufficio, ho bruciato il divano con la sigaretta. E ora mi sento una nullafacente perché oltre a lavorare, frequento solo un corso d'inglese. E mi costa fatica.

P.P.S. realizzo solo ora che Gufo si scrive Owl, senza l'H. Mi confondo sempre. Chiedo venia!

Fonti: Wikipedia, Tumblr

Che paura il color block!

Posted by Miss Cici on mercoledì 9 marzo 2011. Filed under: ,
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Questo week-end parlavo con le mie amiche del "color block" (solo discorsi elevati noi).
Per chi non lo conoscesse ancora, sarà una delle tendenze che dominerà l'imminente stagione calda.
In parole spicciole, il "color block" consiste nell'abbinare più blocchi di colore (minimo due) in un unico outfit. Il look monocolore è bandito, il total black un lontano ricordo.
E' il trionfo dei colori primari.
Un inno alla bella stagione, al giallo dorato del sole e all'azzurro intenso del cielo.

Gucci S/S 2011

Louis Vuitton S/S 2011

Marc Jacobs S/S 2011

Il color block su di me ha lo stesso effetto di un film dell'orrore.
Il film mi fa paura, ma non resisto alla voglia di guardarlo.
Il color block mi fa altrettanta paura, ma muoio dalla voglia di sperimentarlo.
Il problema è che non è mai stato tanto facile risultar ridicoli come con il color block.
Se non sai dosare i colori, se non sai scegliere quelli che stan bene tra loro, se non sai indovinare la giusta quantità di blocchi, l'effetto "Arlecchino" ti attende al varco.
Mai il confine tra giusto e sbagliato è stato tanto sottile.
A me, però, i colori piacciono. Quindi, che fare?

Ho diligentemente spulciato riviste e siti in cerca di suggerimenti e avvertimenti.
Non me la sento di lanciarmi in questa nuova, rischiosa avventura totalmente impreparata.
Elle France è corso in mio aiuto, stilando un piccolo memorandum per coloro che vogliano cimentarsi con la nuova tendenza. Ecco qualche consiglio di cui far tesoro:
- Il Beige: può essere considerato un colore, ma solo se abbinato ad altri colori vivaci.

Céline S/S 2011

- Il Bianco: andrebbe teoricamente bandito in un'ottica di color block. Se, tuttavia, lo abbiniamo a un colore molto acceso, potremmo essere perdonate.

Jil Sander

- Il Nero: se proprio non potete farne a meno, potete abbinarlo a una t-shirt bianca, basic, e a un solo altro colore. Da evitare il rosso o il turchese, che fanno troppo anni '80, scegliendo colori come il verde smeraldo, il blu China o il bordeaux, ma mai troppo sgargianti.

- Pastelli: i colori prescelti non dovranno essere per forza vivaci. Per le più timide andranno benissimo anche blocchi dalle tonalità pastello. (N.d.A. attente all'effetto "Regina Madre di celestino vestita"!)

- Fantasie: i fiori, anche se colorati, non possono essere considerati dei blocchi di colore, i quali dovranno essere rigorosamente a tinta unita. Possiamo, però, chiudere un occhio per le righe, purché siano su un unico capo, ad esempio un vestito. Una t-shirt a righe su un paio di jeans non fa color block.

Marc by Marc Jacobs S/S 2011

Scarpe: sono consigliate in cuoio in modo da andar bene con tutti i blocchi colorati che deciderete di indossare. Eviterete così di dover acquistare una ventina di scarpe nuove (sebbene, la cosa non vi dispiaccia), per avere 20 nuovi blocchi da calzare.

- Accessori: il color block può essere esteso anche agli accessori, che possono rappresentare dei blocchi di colore a sè, quando sono a tinta unita, o possono essere loro stessi un insieme di blocchi, e in quest'ultimo caso privilegeremo un abbigliamento a tinta unita.

Marc Jacobs S/S 2011

Louis Vuitton 2011

Ho provato a mettere in pratica questi consigli e a cimentarmi con i colori in maniera non pericolosa: giocando su Polyvore. 


Sarò onesta, nonostante il vademecum, non sono ancora convinta.
Non credo che avrò il coraggio di indossare in una sola volta l'arancio, il fucsia e il verde acqua.
Ho comprato un paio di jeans color fragola e sto cercando di capire cosa abbinarci per non dare troppo nell'occhio.
Credo che entrerò a far parte della categoria di coloro che lo proveranno solo a metà, e al capo sgargiante abbineranno una camicia jeans, una t-shirt bianca, una canotta grigia.
Credo nel colore e nella sua capacità di mettermi di buon umore, ma credo altrettanto nell'eleganza discreta, quella che dà poco nell'occhio.
Credo nel total white in estate, e nel colori neutri tutto l'anno.
E credo che pochi colori sanno essere eleganti come il nero.


Fonte: Elle UK, Elle France

Il trucco c'è!

Posted by Miss Cici on venerdì 4 marzo 2011. Filed under:
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I miei primi esperimenti con i trucchi risalgono ai 14 anni.
Per andare a scuola non mi truccavo, ma il sabato pomeriggio potevo dare sfogo a tutto il mio estro.
I miei primissimi trucchi erano tutti rigorosamente di Naj-Oleari, e non mi facevo mancare nulla: fondotinta, matita per le labbra, rossetto, ombretto, eye-liner e mascara.
Tutto nei toni neutri del beige o del rosa, perché l'occhio vigile di mio padre era pronto a censurare eventuali eccessi.

Crescendo mi sono truccata sempre meno.
Oggi il mio trucco è molto "basic", ma non uscirei mai di casa senza fondotinta, blush, ombretto e mascara.
Non uso quasi mai la matita per gli occhi, possiedo una sola matita per le labbra, acquistata e mai usata, e non oso nemmeno comprare un eye-liner - non lo so più usare.
Continuo, però, a subire il fascino della profumeria.
Entrare da Sephora per comprare creme e rossetti è uno dei grandi piaceri della mia vita.
A Torino sta per aprire lo store di MAC e io sono emozionata come una bambina piccola!

Le marche che potreste trovare nel mio beauty case sono principalmente tre: Estée Lauder, Chanel, Dior.
A Estée Lauder affido la cura del mio viso.
Ho provato un po' tutti i prodotti offerti dal brand e, dopo aver fatto una scrematura, ho ridotto a 3 i miei "must have": crema idratante "Revelation", per prevenire le prime rughe e illuminare il colorito;  sapone "Soft Clean" per lavare il viso il mattino e la sera; maschera "Sparkling Clean", per esfoliare e pulire la pelle.
Ho usato per un periodo anche il siero "Advanced Night Repair", un ottimo prodotto, che ho smesso di usare quando una commessa onesta mi ha rivelato che a 30 anni era un po' superfluo. E' consigliabile, al limite, nei mesi invernali se la pelle è molto secca e si screpola per il freddo.
Un giorno, invece, ho deciso di provare la crema "Re-Nutriv", dopo aver usato un campioncino omaggio.
Sono entrata da Sephora sicura dell'acquisto che intendevo fare.
Mi viene consegnato il bellissimo cofanetto argentato, vado alla cassa, porgo il bancomat, strisciata e cifra sul display: 235 €!!!
COSA???
Sono quasi svenuta, ma mi sono vergognata e non ho osato chiedere di annullare l'acquisto.
Mesi dopo, la commessa onesta di cui sopra mi disse che era follia usare una crema simile a 30 anni, non avendo -grazie al cielo!- rughe o problemi particolari.
Sono, quindi, passata alla "Revelation" (di nome e di fatto).
Un'altra crema ottima che consiglio è "Hydra Life, Sorbet Pro-Jeunesse" di Dior.


Come vi dicevo, non esco mai di casa senza fondotinta.
Trovare quello perfetto per me, che ho la pelle mista e la necessità che il trucco regga fino a sera, non è stato semplice.
Alla fine ho scoperto "Double Wear" di Estée Lauder e non potrei più farne a meno.
Per esser sicuri al 100% che non compaia a metà giornata l'orribile "effetto lucido", sul fondotinta applico un velo di cipria Estée Lauder.
Per dare un po' di brio al mio colorito olivastro uso il blush di Chanel e una leggera spolverata di "Meteorites" di Guerlain.


E ora veniamo al tasto dolente: il rossetto.
In passato vi ho già spiegato quanto ami questo oggetto e la femminilità che rappresenta, e quanta difficoltà io abbia a trovare quello giusto.
Ho provato una marea di marche: L'Oréal, Maybelline, Madina, T.LeClerc, H&M, Chanel, Dior...
Il cerchio si stringe intorno a quelli che potete vedere qui sotto.

GlamShine di L'Oréal ha la maggiore durata mai provata. Essendo una fumatrice, il mio rossetto dura solo un'oretta. Al primo caffè e sigaretta è sparito. Glamshine resiste tranquillamente mezza giornata, e anche di più. Spesso lo uso come base su cui applicare altri rossetti.
Il lucidalabbra di H&M è praticamente invisibile, ma l'ho incluso nella lista perché ha il profumo più buono che io abbia mai sentito. Sa di melone e basta metterlo per sentirsi in estate.
"Glamorus Red" di Maybelline è uno dei pochissimi rossi che si sposa bene con la mia carnagione olivastra.
"Rouge Coco" e "Rouge Coco Shine", nelle tonalità "Boy" e "Mademoiselle", sono i rossetti più belli del mondo. Credo che ne comprerò uno stock per non trovarmi impreparata il giorno in cui non saranno più sul mercato.
I miei lucidalabbra preferiti sono, invece, Dior. "Lip Maximizer" è trasparente (e non "massimizza" nulla, purtroppo), e "Addict Ultra Gloss n.686" è di un bellissimo fucsia pailletato, perfetto per la sera.

E ora: a me gli occhi!
I miei ombretti sono sempre e solo Chanel. In tutti i toni del beige e del rosa.
Ho avuto una brevissima parentesi "smoky eyes", ma ho presto desistito. Troppo impegnativo, e se non sei bravissima nell'arte del trucco, sembra che qualcuno ti abbia preso a pugni.
Il mascara migliore per me è "Iconic" di Dior.
Ho anche un debole per i mascara di Maybelline, perché vado matta per le loro confezioni colorate, ma se avete gli occhi molto delicati ve li sconsiglio, perché contengono una puntina di alcohol.
Ieri una mia amica mi ha regalato il rimmel "Haute & Naughty" di MAC. Oltre ad avere la confezione più bella mai vista e ben due "spazzolini", è anche un ottimo prodotto.
Ha conquistato un bel posto d'onore nel mio beauty case.


E voi?
Come ve la cavate alle prese con il trucco?
Avete consigli? Prodotti di cui non potreste mai fare a meno?
Scrivete e state pur certe che saranno il mio prossimo acquisto!

Del perché non sarò mai una fashion blogger

Posted by Miss Cici on giovedì 3 marzo 2011. Filed under:
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Mia madre ha scoperto internet e io sono molto fiera di lei.
Ha scoperto anche il termine "fashion blogger" e mi ha chiesto se appartengo alla categoria.
No, mamma, non sono una fashion blogger.
Sono semplicemente una blogger, intesa come creatrice e curatrice di un blog.
Il fatto che io parli spesso e volentieri di moda non fa di me una fashion blogger, ma piuttosto una donna.
E non fraintendetemi, non ho nulla contro le fashion blogger, dei cui blogs sono, anzi, un'avida lettrice. E come sapete alcune di loro sono anche delle mie amiche.

Alcuni dei motivi per cui non sono una fashion blogger sono piuttosto evidenti.
Non pubblico, e mai pubblicherò, dei miei outfits.
Le ragioni sono state già ampiamente spiegate, ma per chi si fosse sintonizzato oggi per la prima volta le riassumo: mi vergogno, la fotogenia non fa parte delle mie qualità, se il mio capo mi vedesse in posa su internet mi manderebbe a pelare patate nella mensa dell'ufficio. E non abbiamo una mensa in ufficio.

Non sono mai stata invitata a una sfilata, a un raduno di blogger o a un evento di Luisaviaroma.

Nessuno mi ha mai regalato borse, scarpe e altri accessori.
Nessuno tranne i miei genitori, ovviamente.

E ora passiamo alle ragioni che ho sapientemente celato fino a oggi.
Al mattino io non ho voglia di vestirmi.
Fosse per me uscirei in tuta. Ma mi faccio forza e infilo un paio di jeans, un maglione a collo alto, UGG o scarpe da tennis. Sembro uno zampognaro. Se vi passassi accanto non mi notereste affatto.

E la confessione: le Louboutin non sono le mie scarpe preferite.
Le mie scarpe preferite sono - inorridite - le Converse.
Possiedo un paio di Louboutin che ho indossato solo due volte, poiché comode quanto un paio di tagliole. E dal momento che sono effettivamente molto belle, credo che le userò come fermalibri nella libreria in sala.
Questa primavera non so se comprerò le Rolando, di sicuro comprerò un paio di nuove Converse rosa. In realtà, sono indecisa... Blu o rosa? Nel dubbio le comprerò entrambe.
Cosa che con le Louboutin non potrei fare. Altro punto a favore delle Converse.

E se non siete ancora fuggiti urlando, forse le vostre coronarie sono abbastanza forti per sopportare la prossima confessione: a me Vogue fa schifo.
Lo giuro, c'ho provato a farmelo piacere, ma non c'è stato nulla da fare. Mi annoia quanto la Corazzata Potemkin con sottotitoli in cecoslovacco.
Io leggo Elle. Ecco l'ho detto.

Il mio film preferito non è "Colazione da Tiffany" e nemmeno "Il diavolo veste Prada".
Il mio film preferito è "Kill Bill vol.1".

E non capisco come si possano trovare belle certe cose come la nuova borsa-sacchetto di Jill Sanders, le Lita di Jeffrey Campbell e le scarpe di Dsquared con il tacco simil-colonna vertebrale.

E' inutile, non sarò mai una fashion blogger.

Il libro del mese: Febbraio

Posted by Miss Cici on mercoledì 2 marzo 2011. Filed under:
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Sono in una di quelle fasi in cui leggo poco e svogliatamente.
In genere leggo la sera, sotto le coperte, prima di spegnere la luce.
Quando un libro mi appassiona parecchio sono capace di andare avanti fino a notte fonda.
Poi ci sono le volte che non riesco a leggere più di 3 pagine per sera.
Non tanto per il sonno, quanto per la mancanza di voglia e di concentrazione.

Questo mese è andata un po' meglio del precedente, e posso vantare ben 2 libri di cui parlare.

"Kafka sulla spiaggia", Murakami Haruki
E' ormai cosa nota che son molto brava a criticare, e molto meno a fare complimenti.
La cosa diventa ancor più difficile quando l'oggetto del complimento è un libro di Murakami.
Qualsiasi aggettivo come bello, avvincente o poetico, sarebbe banale per un libro simile.
"Kafka sulla spiaggia" è tutti e tre gli aggettivi sopra citati, ma nessuno dei tre è il motivo per cui l'ho amato così tanto. Motivo, però, difficile da esprimere a parole. E' qualcosa che senti dentro mentre leggi e riaffiora ogni volta che ripensi a quelle pagine.
E' una sensazione che sa di pace, di pulito e di luce.
Murakami adora esplorare la coscienza umana, rappresentandola come un mondo fisico in cui i protagonisti, e noi con loro, compiono un viaggio esplorativo. Un viaggio spesso pericoloso. Spesso qualcuno si perde e non fa ritorno. Spesso se ne esce più forti e consapevoli.
I suoi libri mi fanno sentire in pace.
Forse perché c'è sempre una figura nobile e limpida che scalda il cuore, come Nakata il vecchietto che sa parlare con i gatti del quartiere.
O più banalmente, perché sono ambientati in Giappone e il Giappone mi ha sempre trasmesso questa sensazione di serafica placidità.
A ben pensarci, l'idea che associo al Giappone è quella di braci ardenti che covano sotto un manto di fiori di ciliegio. Stranamente, i fiori di ciliegio sono più forti delle braci e arrivano a spegnerle e a vincere. E tutto torna calmo.
Ecco, questo è quello che mi ha lasciato "Kafka sulla spiaggia".
Magari non vi ho fatto venire voglia di leggerlo. Magari ora deciderete di non leggerlo.
Ma per me è il libro migliore del mese.
E questa non è la mia migliore recensione, lo so.

"Zia Mame", Patrick Dennis
Se qualcuno, subito dopo aver terminato di leggere questo libro, mi avesse chiesto: "Cosa vuoi fare da grande?", avrei risposto senza esitazione: "Zia Mame!".
Da grande io voglio ESSERE Zia Mame.

Ci tengo, infine, a farvi sapere che uno dei motivi per cui ho trascurato la lettura in quest'ultimo mese, è perché sto leggendo "E' facile smettere di fumare se sai come fare".
O meglio, lo sto rileggendo.
Avevo iniziato a Gennaio, e poi lo avevo abbandonato durante la mia lunga influenza.
Ora l'ho ripreso dalla prima pagina e, sebbene io sia stata distolta dall'arrivo dei miei genitori a Torino, conto di finirlo per il week-end.
Come vedete la battaglia contro il mio personale Ciciarampa continua.
Manterrò il mio buon proposito.